Con gli adolescenti, dialogo sì, ma come?

1167390_25585813-179x178Spesso gli adulti ed in particolare coloro che svolgono un ruolo genitoriale, si sentono dire che con gli adolescenti è importante “tenere aperta la porta del dialogo”.

Ma in che modo dimostrare di essere disponibili al dialogo? Quali sono i principali atteggiamenti da prendere in considerazione?

Ecco alcune modalità che possono essere utili a chi desidera mantenere il canale della comunicazione aperto o instaurare una buona relazione comunicativa con gli adolescenti:

SCEGLIERE I MOMENTI OPPORTUNI Scegliere il momento migliore per affrontare situazioni delicate o un argomento importante. Evitare perciò la fretta e le frasi dettate dall’impulso, dette sull’uscio della porta di casa o poco prima di una partenza che magari separa per giorni e che poi lascia strascichi emotivi.

ASCOLTARE Una delle lamentele più comuni degli adolescenti è che gli adulti e i genitori non li ascoltano. Per ascoltare è necessario prestare attenzione veramente, lasciando perdere, quello che si sta facendo in quel momento. Può essere utile mentre si dialoga, anche riformulare ogni tanto, quello che l’adolescente sta dicendo, per vedere se si è realmente capito il suo pensiero.

ESSERE SINTETICI non ripetete sempre lo stesso concetto, non dilungatevi troppo, il rischio predica è dietro l’angolo e questo innervosisce chiunque, soprattutto un adolescente.

USARE L’UMORISMO ribadisco umorismo! No sarcasmo, no cinismo. L’umorismo è una potenzialità che permette di ridere delle situazioni, di sdrammatizzare e alleggerire aspetti della vita, ma non li banalizza mai, né tanto meno offende le persone. E’ un ridere “con”, non un ridere “di”.

SE SI DEVE DISCUTERE, FARLO PER LE COSE IMPORTANTI Questo è un consiglio rivolto soprattutto ai genitori. Anche le vostre energie sono importanti e vanno dosate; sarà perciò più utile spenderle per le giuste cause. Chiedetevi “questa situazione mina dei valori importanti, la salute di mio figlio, il rispetto per le persone, oppure posso lasciare un po’ correre?”. In questo modo concentrerete, forse in modo più proficuo, la vostra attenzione verso ciò che è veramente rilevante.

RICORDARE CHE E’ UN ADOLESCENTE In fondo sbagliare, non portare a termine un compito, essere alle volte contraddittori è parte della crescita che chiede sperimentazione e anche errori. Parlatene insieme, sapendo però che non è ancora un adulto (e riconoscendo anche che gli adulti, in fatto di coerenza, alle volte, hanno ancora da imparare).

SE CI SI ACCORGE DI AVERE TORTO, SCUSARSI Può succedere di perdere il controllo, di avere giudicato una situazione in modo affrettato, di avere ecceduto nel rimprovero; chiedere scusa, anche se si è genitori (e direi soprattutto se lo si è), è un atto di umiltà, che sarà apprezzato e non sarà di certo vissuto come una debolezza.

Infine l’atteggiamento più importante:

ESSERE PORTATORI DI SPERANZA Gli adolescenti amano gli adulti appassionati della vita e del loro lavoro; amano coloro che pur nelle difficoltà dimostrano coraggio, tenacia, integrità, che trasmettono positività per sé stessi e agli altri.

Su questo Umberto Galimberti, psicoanalista, filosofo e docente universitario, è stato tassativo:

“La persona senza speranza è un Killer di adolescenti”.

Bibliografia: G.Giuffredi, L. Stanchieri “Adolescenti istruzioni per l’uso” De Agostini editore