Nel rapporto con i figli, unire cuore e ragione

13c49172ed0f7f75412cdedf9bc051dc-179x178E’ innegabile che il desiderio di un genitore è che il proprio figlio sia felice, che affronti la vita con successo, che realizzi le sue aspirazioni e i suoi desideri.

Oggi però, ci si trova nella complessa situazione di non avere, in campo educativo, le strade tracciate; l’incertezza su più livelli, economici, culturali, sociali e morali pongono gli educatori ed in particolare la famiglia, a muoversi senza una bussola che indichi una rotta certa.

Il timore per il futuro visto più come minaccia che come opportunità, pone i genitori di fronte ad un bivio: da un lato il desiderio di avere fiducia nelle potenzialità che il proprio figlio esprime e dall’altro, la paura che, nonostante ciò, non riesca a fare fronte alle sfide che la vita gli porta.

Allora ecco che spesso scattano i meccanismi di protezione, di accudimento continuo, che se protratti in modo immutevole negli anni, rischiano di togliere spazi di movimento e di decisione al proprio figlio proprio quando, entrando nella fase dell’adolescenza, egli stesso preme per una maggiore autonomia.

Allora che fare?

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Genitori, figli e… scuola!

1382316218xb6h7-179x178Una mattina di qualche mese fa, ero nell’atrio di un Istituto scolastico. A breve avrei dovuto fare un laboratorio con una classe di Quinta superiore e stavo aspettando un incaricato che mi accompagnasse in aula.

Un’ insegnante mi vede e capisce che sono una persona esterna:

”Buongiorno signora, ha bisogno? E’ la mamma di uno studente?”

La saluto anch’io, e: “No, non sono una mamma, sono una consulente esterna, sto aspettando di iniziare un’attività in una classe…”

L’insegnante prontamente “In effetti avevo il dubbio che non fosse un genitore…Lei non ha il viso preoccupato!”.

Sorridiamo entrambe e poi quando mi ritrovo sola, rifletto…

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Teen coaching: una risposta a sostegno dell’adolescente (e della famiglia)

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Oggi, in famiglia, la relazione educativa è basata, più che in passato, sull’amore incondizionato e sulla fiducia. I genitori crescono i figli nella speranza e aspettativa che possano sviluppare attitudini e

realizzare le proprie aspirazioni, nonostante un futuro prospettato e veicolato più come minaccioso, che portatore di opportunità. Quando un figlio entra nella fase adolescenziale, possono comparire, però, dubbi e incertezze su come agire, soprattutto se ci si accorge che egli sta vivendo un momento di difficoltà e non si sa come aiutarlo.

I segnali di una mancata espressione di sé, da parte di un adolescente, possono essere diversi e ne cito solo alcuni: noia, insofferenza, apatia, uno scarso rendimento scolastico. Se un ragazzo o una ragazza, non riesce a trovare i contesti per esprimere al meglio le proprie potenzialità, è facile che viva una profonda crisi esistenziale e che abbia difficoltà a orientarsi sia in ambito scolastico che al di fuori di esso.

Che cos’è il Teen Coaching?

Il Teen Coaching (teen= adolescente) è un metodo attento allo sviluppo individuale dell’adolescente, che lo aiuta ad affrontare al meglio questa fase della sua vita.

Il Coach è un professionista che affianca e accompagna l’adolescente nel percorso di coaching e si pone come una figura non direttiva nel processo di scoperta delle sue potenzialità. L’obiettivo è di lavorare proprio sugli elementi di forza, sulle forme di felicità, sulle attitudini che l’adolescente ha in sé, ma che può non essere consapevole di avere o che non riesce ad esprimere al meglio.

Per fare questo, nella relazione di coaching, ci si concentra sulle esperienze dell’adolescente (sportive, relazionali, scolastiche …), che permettano di far emergere quelle caratteristiche positive e quei punti di forza su cui far leva, “allenarli” e creare le basi per elaborare obiettivi futuri, in armonia con i suoi desideri e le sue aspirazioni.

I genitori, con tempi e modi differenti, sono coinvolti nel percorso, ma è importante sottolineare che il protagonista, resta comunque il ragazzo o la ragazza.

Il Teen Coaching come?

Il Coaching in sostegno dell’adolescente si sviluppa attraverso un primo incontro di consultazione con i genitori e con la spiegazione del metodo del Coaching; seguono poi tre sessioni, di un’ora ciascuna, con l’adolescente, al termine delle quali il ragazzo o la ragazza, può decidere, liberamente, se continuare o meno il percorso. Di seguito viene fissata una nuova sessione con i genitori; il rapporto è di circa tre/quattro sessioni con l’adolescente e uno con i genitori, per un periodo che si concorderà preliminarmente insieme.